“Scusa caro, ma non mi va…”: i disturbi del desiderio sessuale maschile e femminile

Disturbi desiderio sessuale

«Ci stanchiamo di pensare e persino di agire, mai di amare».

(Auguste Comte)

 

La religione cattolica, in passato, ha sicuramente condizionato l’Italia nel considerare il desiderio sessuale qualcosa di perverso e di diabolico, facendolo vivere più come un pericolo che come una risorsa.

Non è un caso che, proprio durante il potere temporale della Chiesa, si ebbe il periodo della massima espressione sociale della segreta ricerca del piacere erotico, reso ancora più travolgente dal fatto di essere una trasgressione alle rigide regole (Nardone, 2017).

Si potrebbe ironicamente affermare come la proibizione del sesso lo abbia reso, per certi versi, più piacevole, mentre quando il desiderio sessuale è diventato una meta da dover raggiungere a tutti i costi, riuscire ad ottenerlo e a realizzarlo, all’interno della coppia, è diventato sempre più difficile.

Sembra che il trasformare un comportamento naturale in un comportamento obbligato abbia prodotto un effetto paradossale: più si cerca di provare il piacere spontaneamente e meno lo si prova.

Il desiderio sessuale costituisce senza dubbio uno dei principali fondamenti del legame di coppia.

Se all’inizio di una relazione amorosa non è presente, non può quasi mai essere costruito, qualora ci sia invece, viene compromesso se non adeguatamente coltivato. E’ infatti molto importante che i due partner non dimentichino mai i motivi iniziali per cui sono stati attratti l’uno dall’altra.

La mancanza di desiderio al giorno d’oggi è diventata una patologia molto diffusa, tanto che alcuni terapeuti sostengono che più del cinquanta per cento dei loro pazienti ne soffra.

Oltre al paradosso del “sii spontaneo”, esistono molti altri fattori che possono ostacolare il desiderio sessuale, di seguito ve ne propongo alcuni.

 

Gli antagonisti del desiderio sessuale all’interno della coppia

– la trascuratezza è una situazione molto frequente, soprattutto quando la coppia si evolve in famiglia, quando uno o entrambi i partner non si prendono cura del proprio aspetto e atteggiamento, smettono di essere desiderati e diventano indesiderabili

– nella nostra società frenetica, la fretta contribuisce ad uccidere il desiderio: vengono a saltare i tempi del corteggiamento e anche l’atto sessuale viene quasi sempre consumato rapidamente

– le situazioni conflittuali, i litigi e le incomprensioni esauriscono il bisogno di intimità fisica; se la coppia “scoppia”, il desiderio sessuale è la prima cosa che scompare

– molti maschi, soprattutto giovani, provano spesso paura di non essere all’altezza delle aspettative della partner e reagiscono con un calo del desiderio

– quanto più la vita quotidiana è fonte di stress, tanto più è difficile lasciarsi andare al piacere sessuale; chi è continuamente subissato dalle preoccupazioni riguardanti il lavoro o la famiglia non può che avere uno scarso interesse per il sesso

– l’arrivo di un figlio altera i ritmi, le abitudini, gli orari e il più delle volte cancella lo spazio erotico all’interno della coppia, ma soprattutto il desiderio viene completamente assorbito dalla stanchezza fisica e mentale

– la persona che ha subito un lutto o un trauma soffre spesso di problemi psicosomatici, disturbi d’ansia e depressione, che gli impediscono di avere una vita sessuale appagante

malattie, problemi di vaginismo o dispaurenia nella donna, disturbi ormonali o stanchezza fisica possono causare un calo del desiderio sessuale

 

Criteri diagnostici per i disturbi del desiderio sessuale

Il DSM-5 distingue i disturbi del desiderio in due tipi: femminile, anche detto Disturbo dell’eccitazione femminile, e maschile, o Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo maschile.

Entrambi i disturbi si possono presentare in maniera lieve, moderata o grave, e possono essere:

permanenti (presenti fin dall’inizio dell’attività sessuale) o acquisiti (si sviluppano dopo un periodo di funzionamento normale)

generalizzati (non limitati a certi tipi di stimolazione, di situazione o di partner) o di tipo situazionale (limitati a certi tipi di stimolazione, di situazione o di partner)

Il desiderio sessuale non è qualcosa di costante, ma in particolare nella donna, varia fisiologicamente in relazione ai cambiamenti ormonali che si verificano nei diversi stati psicoemotivi del ciclo mestruale, della gravidanza, del puerperio e della menopausa.

Il desiderio sessuale femminile inoltre, è tipicamente meno intenso rispetto a quello maschile, in quanto più vulnerabile all’effetto di fattori relazionali e legati al contesto (Caputo, Natoli, 2018).

 

Disturbo del desiderio sessuale e dell’eccitazione femminile

Essendo il disturbo sessuale dell’eccitazione femminile spesso associato alla mancanza di desiderio e/o all’assenza di orgasmo, viene facilmente compreso dalle pazienti nel termine generico di frigidità.

Il DSM-5, per riconoscere la presenza di questo problema, utilizza alcuni parametri:

A. Mancanza o significativa riduzione di desiderio/eccitazione sessuale, come manifestato da almeno tre dei seguenti problemi:

  1. assente/ridotto interesse per l’attività sessuale
  2. assenti/ridotti pensieri o fantasie sessuali
  3. assente/ridotta iniziativa nel rapporto sessuale e generale rifiuto delle iniziative del partner
  4. assenza/riduzione dell’eccitazione e del piacere durante l’attività sessuale in tutti, o quasi tutti, i rapporti sessuali (in determinate circostanze situazionali o, se generalizzato, in ogni circostanza)
  5. assenza/riduzione di desiderio/eccitazione sessuale in risposta a possibili stimoli erotici interni o esterni (per esempio, scritti, verbali, visivi)
  6. assenti/ridotte sensazioni genitali, o non genitali, durante l’attività sessuale in tutti, o quasi tutti, i rapporti sessuali (in determinate circostanze situazionali o, se generalizzato, in ogni circostanza)

B. I sintomi si protraggono per almeno sei mesi e causano un disagio clinicamente significativo

C. La disfunzione sessuale non è meglio spiegata da altri disturbi mentali non sessuali o come conseguenza di un grave disagio relazionale o di altri fattori stressanti, e non è attribuibile agli effetti di una sostanza o di un’altra condizione medica

Sul piano diagnostico, è necessario sempre considerare la possibilità di una causa organica (menopausa, allattamento, flogosi vaginale, diabete ecc.).

 

Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo maschile

Anche in caso di Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo maschile, il DSM-5 definisce alcuni criteri:

A. Persistente o ricorrente insufficienza (o assenza) di pensieri o fantasie sessuali e di desiderio di attività sessuale

B. I sintomi si protraggono per almeno sei mesi e causano un disagio clinicamente significativo

C. La disfunzione sessuale non è meglio spiegata da un disturbo mentale non sessuale o come conseguenza di un grave disagio relazionale o di altri significativi fattori stressanti, e non è attribuibile agli effetti di una sostanza o di un’altra condizione medica

 

La “donna di ghiaccio”: il trattamento strategico del disturbo del desiderio sessuale femminile

Come il disturbo dell’orgasmo, anche il disturbo del desiderio sessuale femminile è spesso la conseguenza di comportamenti messi in atto dalla donna razionalmente e volontariamente per cercare di risolvere il problema di non riuscire a provare sensazioni piacevoli.

In assenza quindi di altri elementi che possano far sospettare una condizione di frigidità “secondaria”, ossia dovuta ad altri fattori antagonisti del desiderio sessuale, quali depressione, traumi, malattie ecc., con queste pazienti, in Terapia Breve Strategica, si utilizzerà generalmente la seguente prescrizione:

“Da qui alla prossima volta che ci vedremo, ogniqualvolta avrà un rapporto sessuale con il suo partner, lei dovrà mettersi in una situazione di assoluta volontà di non provare alcunché. In altre parole, le proibisco di provare qualunque sensazione, di qualsiasi tipo, a qualsiasi livello, in qualsiasi parte del corpo. Lei dovrà sforzarsi di essere assolutamente anestetizzata. Anzi, le dirò di più: lei dovrà anche sforzarsi di evitare tutte quelle stimolazioni che sa essere in grado di provocare quella minima risposta fisiologica o emotiva che finora provava, anche se raramente, nei rapporti sessuali. Quindi, d’ora in poi, lei sarà la statua di ghiaccio“.

Questo tipo di indicazione si basa su uno stratagemma terapeutico, noto con il nome di “prescrizione del sintomo”, ovvero il terapeuta chiede alla paziente di mettere in atto volontariamente proprio quel comportamento che desidera eliminare.

Questa tecnica paradossale funziona proprio perché fa in modo che la persona sospenda le tentate soluzioni adottate per opporsi al sintomo stesso, cosa che inevitabilmente produrrà la rottura del rigido sistema di persistenza del suo problema.

 

I miei consigli di lettura sul tema dei disturbi del desiderio sessuale maschile e femminile

Se vuoi approfondire ulteriormente questo argomento, ti consiglio di leggere il mio articolo sul disturbo dell’orgasmo femminile, in cui puoi trovare una breve recensione di due libri:

La mente contro la natura. Terapia breve strategica dei disturbi sessuali” (2005, Milano, Ponte alle Grazie), un testo di Giorgio Nardone e Matteo Rampin, che riassume anni di lavoro del Centro di Terapia Strategica di Arezzo con problemi riguardanti la sfera sessuale.

Tienilo stretto: segreti per donne irresistibili” (2018, Milano, Mondadori): un libro recente, scritto da Alberto Caputo e Alice Natoli, sessuologi psicoterapeuti, che si propone di aiutare la donna a conoscere meglio la propria sfera erotica, per diventare finalmente protagonista della propria sessualità, imparando a dare e a ricevere piacere.

 

Bibliografia

  • American Psychiatric Association (2014): “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. DSM-5”. Milano, Raffaello Cortina Editore.
  • Caputo, A. Natoli, A. (2018): “Tienilo stretto. Segreti per donne irresistibili”. Milano, Mondadori.
  • Nardone, G. Rampin, M. (2005): “La mente contro la natura. La terapia breve strategica dei disturbi sessuali”. Milano, Ponte alle Grazie.
  • Nardone, G.  (2017): “Sette argomenti essenziali per conoscere l’uomo”. Milano, Ponte alle Grazie.