DISTURBI TRATTATI

 
Dott.ssa Chiara Ratto, Psicologa Psicoterapeuta Breve Strategica
 
Disturbi Alimentari

DISTURBI ALIMENTARI

Nella nostra società occidentale, in cui il cibo è consumato più per piacere che per necessità, stiamo assistendo ad una sempre maggiore diffusione dei disturbi alimentari: ragazze giovani e belle che si impongono diete troppo restrittive o digiuni, oppure che si abbuffano e vomitano in maniera compulsiva.

La ricerca-azione condotta a fine anni Novanta dal Centro di Terapia Strategica di Arezzo ha distinto alcune tipologie di disturbi del comportamento alimentare, quali l’anoressia, la bulimia, il vomiting e il binge eating.

Solamente intervenendo su questi problemi, i ricercatori del Centro di Terapia Strategica sono venuti direttamente a conoscenza del loro funzionamento ed è stato così possibile costruire, per ognuno di essi, delle strategie di soluzione efficaci ed efficienti.

Come psicoterapeuta specializzata in Terapia Breve Strategica, da diversi anni utilizzo con successo questo approccio anche con le forme più severe di disordine alimentare.

Trattando questi disturbi non come malattie, ma come complicati problemi da risolvere, è possibile riuscire a sbloccarli rapidamente.

Per approfondire ulteriormente questo tema, le letture che ti consiglio sono:

“Le prigioni del cibo. Vomiting, Anoressia, Bulimia: la terapia in tempi brevi”, di Giorgio Nardone, Roberta Milanese, Tiziana Verbitz (Milano, Ponte alle Grazie, 1999).

“Al di là dell’amore e dell’odio per il cibo. Guarire rapidamente dalle patologie alimentari”, di Giorgio Nardone (Milano, RCS Libri, 2003).

Sono due libri, il primo più tecnico, il secondo più accessibile, che raccontano, attraverso molti esempi tratti dall’attività clinica del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, di come, dal 1993, si sia svolta la ricerca-intervento sui disturbi del comportamento alimentare, di come questi problemi si formino, persistano e di come sia possibile, tramite l’utilizzo di particolari stratagemmi terapeutici, riuscire a risolverli in breve tempo.

Entrambi i testi forniscono strumenti di intervento specifico per la cura di pazienti affetti da anoressia, bulimia, vomiting e binge eating.

Disturbi d'ansia

DISTURBI D'ANSIA

Rappresentano, per il modello di Terapia Breve Strategica, una vera e propria best practice, nel senso che sono stati i disturbi su cui sono state effettuate le prime ricerche, alla fine degli anni Ottanta e, nei confronti dei quali, in tutti questi anni, gli interventi si sono sempre più specializzati e perfezionati. Attualmente, l’efficacia del modello nel trattamento di alcuni disturbi d’ansia, quali ad esempio le fobie e il disturbo da attacchi di panico, è pari al 95%, con un’efficienza media di sette sedute.

La paura è certamente una reazione naturale dell’essere umano, che lo allerta di fronte ad eventuali pericoli, ma che se non gestita correttamente, può diventare invalidante. La ricerca empirica mostra chiaramente come la maggior parte di coloro che soffrono di un disturbo basato sulla paura, come ad esempio la sindrome da attacchi di panico, abbiano in comune alcune ridondanti strategie comportamentali: l’evitamento di situazioni ritenute minacciose, il chiedere aiuto alle persone care per affrontare tali situazioni e il tentativo di controllo delle proprie reazioni fisiologiche che conduce all’inevitabile perdita di controllo.

Nel caso delle compulsioni ossessive poi, il tentativo di controllo della realtà circostante, attraverso rituali riparatori, preventivi e propiziatori, sembra così ben riuscito nell’intento di alleviare l’ansia, che il soggetto non riesce più a farne a meno, anche quando non è necessario.

In qualità di psicoterapeuta selezionata del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, conduco da diversi anni terapie su pazienti affetti da forme di paura patologica, utilizzando gli stratagemmi terapeutici come veri e propri “trucchi da prestigiatore”, che portino pertanto la persona a fare concrete esperienze di superamento e di estinzione della paura, senza esserne consapevole.

La Terapia Breve Strategica permette rapidamente al soggetto di riappropriarsi delle sue risorse personali, attraverso l’apprendimento di strategie efficaci per far fronte all’ansia e per affrontare circostanze e situazioni in precedenza ritenute impossibili.

Riguardo ai disturbi fobico-ossessivi e alla loro cura, ecco due suggerimenti di lettura:

“Cogito ergo soffro. Quando pensare troppo fa male”, di Giorgio Nardone e Giulio De Santis (Milano, Ponte alle Grazie, 2011).

Un libro psico-filosofico che racconta di come, attraverso l’esasperazione del ragionamento razionale, si costruisca una vera e propria forma di “psicopatologia della vita quotidiana” e di come il pensare troppo, invece che essere utile, possa rivelarsi dannoso per la nostra salute. Per utilizzare le parole di Giorgio Nardone: “Il dubbio è il motore della conoscenza, ma è anche il trampolino di lancio dell’ossessività”. All’interno di questo testo, vengono fornite delle strategie utili a modificare e a riorientare in maniera vantaggiosa il nostro modo di ragionare, di pensare e di riflettere, opponendo al dubbio patologico il dubbio terapeutico.

“Ossessioni compulsioni manie. Capirle e sconfiggerle in tempi brevi”, (Milano, Ponte alle Grazie, 2013).

Ormai da diversi anni, il Centro di Terapia Strategica di Arezzo studia e tratta con successo molti casi di disturbo ossessivo-compulsivo, una delle patologie psicologiche più invalidanti e difficili da curare. In questo libro, Giorgio Nardone e Claudette Portelli, riportando numerosi casi clinici, spiegano come sia possibile, assecondando la logica apparentemente folle di questa tipologia di pazienti ed attraverso la prescrizione di controrituali specifici, arrivare in poche sedute ad una completa estinzione di un problema così pervasivo e invalidante. La ricerca-intervento applicata a migliaia di casi ha infatti mostrato con chiarezza come l’89% dei pazienti affetti da questo disturbo possa guarire nell’arco di pochi mesi.

ELENCO DEI DISTURBI D'ANSIA TRATTATI

Depressione

DEPRESSIONE NELLE SUE VARIE FORME

“La rinuncia è un suicidio quotidiano” diceva Honoré de Balzac: la mancanza di volontà, di iniziativa, di voglia di fare, nelle forme più gravi di depressione, portano infatti la persona alla “morte apparente”, poiché arrendendosi, smette di partecipare attivamente alla propria vita.

La depressione, come disturbo dell’umore assai diffuso nel mondo occidentale, può rappresentare una condizione esistenziale cronica, o comparire a seguito di delusioni, perdite o insuccessi, in cui l’individuo si imbatte nel corso della propria esistenza.

Chi teme che la propria depressione stia durando più del necessario dovrebbe sempre rivolgersi ad un professionista.

I protocolli di trattamento per le forme più severe del disturbo depressivo sono una scoperta recente nell’ambito della ricerca empirico-sperimentale in Terapia Breve Strategica, ma la mia esperienza clinica, così come quella di altri psicoterapeuti selezionati al Centro di Terapia Strategica di Arezzo, testimonia un’efficacia ed un’efficienza assai rilevanti delle manovre utilizzate abitualmente per affrontare questo problema. La persona, nel corso della terapia, riesce infatti a riappropriarsi completamente della propria autonomia e indipendenza, della capacità di reagire e di decidere, ritornando a diventare pienamente protagonista della propria vita.

Ai giorni nostri, è molto diffusa inoltre, anche una forma molto originale di depressione, conosciuta con il nome di sunday blues o “depressione domenicale”, quella condizione di malessere e di tristezza che colpisce la domenica quando si inizia a pensare alla settimana lavorativa e a tutti gli impegni che si dovranno affrontare.

Se sei particolarmente interessato a questo argomento, ti consiglio di leggere un articolo al quale ho collaborato all’interno della rivista “Viversani e belli”.

Per approfondimenti puoi anche leggere l'articolo sulla depressione scritto per il mio blog.
Infanzia e adolescenza

PROBLEMI LEGATI ALL'INFANZIA E ALL'ADOLESCENZA

Bambini che vanno male a scuola, che non riescono a concentrarsi sui compiti, che dicono sempre no, che manifestano manie o comportamenti ritualizzati. Adolescenti ribelli, violenti nei confronti degli altri o di se stessi, incapaci di relazionarsi o di vivere serenamente la propria condizione sessuale. Questi sono solo alcuni esempi di problemi che possono manifestarsi nel corso dell’infanzia o dell’adolescenza e che, anche se non sfociano in vere e proprie forme di patologia mentale, preoccupano e mettono in apprensione genitori ed insegnanti, spesso completamente sprovvisti degli strumenti idonei a fronteggiarli.

In qualità di psicoterapeuta selezionata del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, utilizzo nei confronti delle problematiche tipiche del periodo infantile una forma di “terapia indiretta”, che non coinvolge il bambino, ma che utilizza i genitori come veicoli del cambiamento.

Papà e mamma diventano così dei veri e propri “coterapeuti”, acquisendo strategie funzionali ed efficaci per affrontare con successo i problemi dei propri figli e diventando adulti esemplari, in grado di guidarli durante il loro percorso di crescita.

Uno degli aspetti fondamentali della Terapia Breve Strategica è quello di evitare l'etichettamento patologico del bambino, in quanto forma di profezia negativa che spesso si autorealizza, e di fare leva sulla relazione genitori-figli per produrre dei risultati stabili e resistenti nel tempo. Come direbbe Andrea Fiorenza: “Non esistono bambini cattivi o genitori incapaci, ma solo interazioni disfunzionali”.

Gli incontri con gli adolescenti – ragazzi e ragazze di età superiore ai 12/13 anni – invece, avvengono direttamente, previo consenso informato da parte di entrambi i genitori e, oltre ad essere risolutivi rispetto ad eventuali difficoltà, hanno spesso l’obiettivo di accompagnare i giovani adulti durante questa fase della vita così delicata dal punto di vista emotivo.

Due libri che possono aiutare a comprendere come il modello strategico si applichi con successo ai problemi dell’infanzia e dell’adolescenza sono:

L’intervento strategico nei contesti educativi. Comunicazione e problem-solving per i problemi scolastici, di Giorgio Nardone e Andrea Fiorenza (Milano, Giuffré Editore, 1995).

Un libro che racconta di uno studio condotto dai due autori in un periodo di tre anni, all’interno di scuole materne e elementari, durante il quale sono state sperimentate alcune tecniche per il trattamento di alcuni tra i più frequenti disturbi dell’età infantile, come il mutismo selettivo, l’iperattività, il comportamento oppositivo-provocatorio, ecc. Un vero e proprio manuale operativo per tutti gli insegnanti, per aiutarli a fronteggiare e a risolvere rapidamente i problemi e le difficoltà scolastiche dei loro allievi.

“Aiutare i genitori ad aiutare i figli. Problemi e soluzioni per il ciclo di vita”, scritto da Giorgio Nardone e dall’equipe del Centro di Terapia Strategica di Arezzo (Milano, Ponte alle Grazie, 2012).

Quest’ultimo testo, molto più recente rispetto al primo, è destinato a tutti i genitori ed illustra, in maniera chiara e concreta, strategie specifiche di intervento da applicare a ciascuna realtà famigliare, per affrontare in maniera efficace qualunque difficoltà si possa incontrare nel rapporto genitori-figli lungo l’intero arco della vita.

ELENCO DEI PROBLEMI LEGATI ALL'INFANZIA E ALL'ADOLESCENZA

  • Paure legate alla maternità e alla gravidanza
  • Paure e fobie infantili
  • Disturbi dell’alimentazione e del sonno nei bambini
  • Disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività
  • Disturbo oppositivo-provocatorio
  • Psicoastenia
  • Mutismo selettivo
  • Disturbo di evitamento
  • Conflitto, ostilità e litigi tra fratelli
  • Capricci
  • Enuresi notturna
  • Bullismo
  • Fobia scolare
  • Difficoltà scolastiche (problemi di condotta, blocco nello studio…)
  • Ansia da separazione

Disturbi sessuali

DISTURBI SESSUALI

Oggi, a differenza del passato, i disturbi sessuali sono purtroppo in forte aumento tra la popolazione e sono all’origine di varie problematiche all’interno della coppia che conducono spesso alla separazione e al divorzio.

In alcuni casi, le difficoltà nella vita sessuale si accompagnano a qualche altro disturbo psicologico, quali ad esempio ansia, depressione, DOC ecc., mentre in altri, rappresentano un problema a sé stante.

Ciò che sembra accomunare, molti disturbi sessuali, sia maschili che femminili, è la trappola mentale del “controllo che conduce alla perdita di controllo”.

La maggior parte dei problemi sessuali infatti, nella moderna società occidentale, si fonda su un paradosso: il voler ottenere volontariamente ciò che per sua natura dovrebbe essere spontaneo.

Così, il mettersi alla prova per cercare a tutti i costi di avere una buona erezione, in realtà la inibisce, o il tentare di raggiungere forzatamente il massimo del piacere ne impedisce la realizzazione. Non a caso, tra i disturbi sessuali più frequenti vi sono l’impotenza maschile e l’anorgasmia femminile, entrambi dovuti a dei blocchi psichici che impediscono l’espressione di un istinto naturale.

Favorire la soluzione di questi problemi significa per un terapeuta selezionato del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, aiutare la persona a rimuovere ciò che impedisce alle sue risorse personali di esprimersi spontaneamente.

La maggioranza delle manovre e delle tecniche terapeutiche utilizzate nella cura delle patologie sessuali è infatti orientata solitamente a ristabilire ciò che appartiene alla natura dell’essere umano e che la mente sembra in qualche modo ostacolare.

Dipendenza da internet

DISTURBI LEGATI ALL’ABUSO DI INTERNET

Molti sono i vantaggi che le nuove tecnologie forniscono alla comunicazione, rendendola più agevole, semplice ed immediata. Accade tuttavia che molte persone non riescano a limitarne l’utilizzo, diventando in qualche modo schiave di un sistema che le porta ad abbandonare quasi completamente qualsiasi altro aspetto della propria vita privata e relazionale.

Si ritiene che i disturbi legati all’abuso di Internet riguardino prevalentemente ragazzi e ragazze nel periodo adolescenziale, in realtà molte ricerche dimostrano invece come questo fenomeno abbia assunto, attualmente, dimensioni molto più ampie. I “frequentatori” della Rete infatti, sono molto spesso soggetti adulti che, a seguito di un uso eccessivo della tecnologia, sviluppano dei veri e propri comportamenti di dipendenza, simili a quelli riscontrati nelle persone che abusano di alcool o droghe.

Se quindi all’inizio la persona avrebbe solo bisogno di “trascorrere un po’ del suo tempo” in Rete, magari per noia, ricerca di sensazioni piacevoli, o per alleviare condizioni interne sgradevoli di ansia e depressione, in seguito si rende conto di non riuscire più ad interrompere questo comportamento, diventando una vera e propria “Rete-dipendente”. Il soggetto scopre infatti come, attraverso Internet, sia possibile intrattenere molte relazioni in qualche modo “appaganti” e ciò lo condurrà al graduale disinteresse per quelle reali, inoltre, diventando dipendente dalla rete, finirà per compromettere seriamente tutte le aree principali della vita quotidiana: scuola, lavoro, famiglia, rapporti interpersonali.

Chi arriva spontaneamente presso il mio studio per affrontare attraverso una psicoterapia questo tipo di problema, spesso chiede, oltre al fatto di riuscire a risolverlo, la possibilità di essere sorretto nel tentativo di ricominciare a relazionarsi con gli altri in maniera più “sana”. In tutti questi casi, in qualità di psicoterapeuta selezionata del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, il mio modo di operare è quello di cercare di condurre il paziente, attraverso prescrizioni paradossali, a interrompere i comportamenti compulsivi che lo mantengono intrappolato alla Rete, per poter ritornare, nel giro di poche sedute, alla vita e alle relazioni del mondo reale.

Riguardo a questo tema specifico, Giorgio Nardone e Federica Cagnoni hanno effettuato, nell’anno 2001, una ricerca empirica esplorativa molto interessante e, grazie anche ad una lunga e proficua esperienza nella messa a punto di trattamenti per altri tipi di patologie strutturate su meccanismi analoghi a quelle in questione, sono arrivati a formulare alcune importanti conclusioni e risultati preliminari.

All’interno del libro ”Perversioni in rete. Le psicopatologie da internet e il loro trattamento”, (Milano, Ponte alle Grazie, 2002), i due autori illustrano la loro proposta terapeutica e dimostrano come, adattando e costruendo la soluzione “ad hoc” sulla base delle caratteristiche di un determinato problema, sia possibile trattare, in tempi brevi, anche disturbi molto complicati, o addirittura, per certi versi “sconosciuti”, come queste nuove forme di dipendenza.

ELENCO DEI DISTURBI LEGATI ALL’ABUSO DI INTERNET

  • Dipendenza da Internet
  • Shopping compulsivo in Rete
  • On-line gambling: le scommesse in rete
  • Information overloading addiction: le informazioni non bastano mai
  • Dipendenza da chat
  • Dipendenza da cybersesso
  • Trading on-line compulsivo