Un libro sulla Terapia Breve strategica applicata alla malattia oncologica

«Non possiamo controllare la morte, né quando arriva né il modo come avviene,

ma possiamo impegnarci nel fare una buona vita,

curarla e dotarla di significato, per poter vivere una buona morte».

Giorgio Nardone

 

Nell’ambito della psicoterapia, l’intervento psicologico nei confronti di una patologia fisica che sappiamo essere con molta probabilità, o addirittura con certezza, incurabile, rappresenta una delle sfide più difficili.

Le due autrici del testo “La terapia psicologica in oncologia: l’approccio breve strategico tra mente e malattia” (Firenze, Giunti, 2019), Eleonora Campolmi e Lindita Prendi, psicologhe e psicoterapeute specializzate presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo, presentano una modalità operativa di presa in carico di questa delicata e sofferta fase della vita, attraverso l’applicazione di strategie specifiche e di manovre comunicative studiate “ad hoc” per ogni singolo paziente.

Ogni soggetto manifesta infatti un proprio modo di percepire e reagire alla malattia, rispondendo in maniera diversa alla terapia.

La malattia oncologica è un’esperienza complessa che coinvolge non soltanto il corpo, ma l’intera dimensione emotiva, sessuale, relazionale e sociale della persona.

In questo scenario, gli psiconcologi assumono un ruolo sempre più rilevante nell’accompagnare il paziente e i suoi familiari attraverso le diverse fasi della malattia, dalla diagnosi ai trattamenti, fino agli eventuali percorsi di remissione, recidiva o fine vita.

L’obiettivo di questo testo è quello di fornire ai colleghi, privi di una specifica formazione in oncologia, una serie di informazioni di base necessarie per svolgere un percorso terapeutico con un paziente affetto da neoplasia o con un suo familiare.

Un’opera coraggiosa all’interno di un ambito il più delle volte trascurato, che si distingue sicuramente per la sua enorme utilità tecnica, ma anche per la sua commovente umanità.

 

Finalità di un intervento psiconcologico nei confronti del malato e della sua famiglia

Le finalità di un intervento psiconcologico nei confronti del malato, secondo le Linee Guida SIPO (2015), sono:

  • aiutarlo lungo tutto il decorso della malattia e nei momenti particolarmente destabilizzanti, dalla diagnosi alla guarigione o all’exitus
  • aiutarlo a contenere e a gestire i sintomi psicologici che lo affliggono
  • aiutarlo a modificare i comportamenti a rischio rispetto al possibile peggioramento delle sue condizioni psicofisiche generali

Le finalità dell’intervento psicologico nei confronti della famiglia sono invece:

  • aiutarla durante tutto l’iter clinico percorso dal membro che si è ammalato
  • favorire il processo di elaborazione del lutto dopo la morte del paziente

 

La Terapia Breve Strategica applicata al contesto oncologico

I disturbi più frequentemente riscontrabili in oncologia comprendono i disturbi dell’adattamento, i disturbi depressivi, i disturbi d’ansia, i disturbi della sessualità, i disturbi psichiatrici su base organica e, più raramente, i disturbi psicotici.

Attraverso la Terapia Breve Strategica applicata al contesto oncologico, Eleonora Campolmi e Lindita Prendi propongono non un modello rigido e standardizzato, ma un intervento costruito a partire dalle modalità con cui la singola persona interpreta e affronta la propria esperienza di malattia.

L’attenzione viene quindi posta non esclusivamente sulla diagnosi oncologica, ma sulle tentate soluzioni adottate dalla persona nella gestione della paura, dell’incertezza, del dolore e delle conseguenze che la malattia produce sulla sua vita quotidiana.

 

Principali tentate soluzioni “oncologiche”

Attraverso lo studio dei casi da loro seguiti, le autrici hanno individuato alcune principali tentate soluzioni messe in atto dai pazienti oncologici durante l’intero percorso della malattia, quali:

  • ascoltarsi nella ricerca di sintomi fisici sperando di non trovarne
  • scacciare i brutti pensieri cercando di combatterli, ma finendo per alimentarli
  • parlare del problema o evitare di parlarne
  • delegare/rinunciare ai propri compiti quotidiani, diventando “passivi spettatori della loro vita”
  • evitamento sociale per paura del giudizio degli altri
  • vivere nel passato “tirando la corda” e cercando di lottare per mantenere lo stile di vita precedente alla diagnosi
  •  rimuginare rispetto alla propria condizione patologica

La malattia può inoltre impattare sul sistema familiare del paziente, destabilizzando equilibri consolidati nel tempo o facendo riemergere problematiche irrisolte, diventa pertanto estremamente importante intervenire su di essa, proponendo un supporto psicologico per attivare risorse di supporto adeguate.

 

Alcune strategie di intervento terapeutico utilizzate con il malato oncologico in ottica strategica

L’obiettivo di un intervento psicologico tempestivo e mirato appare coerente con la necessità di evitare percorsi terapeutici inutilmente dilatati, concentrando il lavoro clinico sulle problematiche maggiormente rilevanti per il paziente in quello specifico momento.

L’intervento sulla persona, da un punto di vista psicologico, cambia a seconda della fase di malattia in cui essa stessa si trova.

Generalmente, nella fase della prima diagnosi e/o della recidiva, le prescrizioni maggiormente utilizzate sono le lettere di rabbia o dolore, spiegando al paziente che i suoi vissuti devono trovare una modalità di espressione, mentre se rimangono solo nella sua mente potrebbero danneggiare pesantemente tutta la sua quotidianità, ma anche la ricerca di eccezioni positive, in cui si chiede alla persona di iniziare a far caso a tutti quei momenti in cui riesce a sentirsi un po’ meglio e a fare qualcosa in più.

Nello stadio di fine vita invece, è importante lasciare spazio al paziente in seduta per lavorare sulle paure, mentre al di fuori guidarlo a gestire la sua quotidianità e a vivere serenamente, per quanto possibile, gli ultimi giorni di vita.

A questo scopo, uno strumento terapeutico molto utilizzato è la tecnica del come se, ovvero provare a chiedersi ogni giorno: “Cosa potrei fare oggi di diverso se la mia malattia non mi avesse reso ancora incapace di vivere? Cosa potrei fare se potessi ancora godermi ogni singolo istante?” Di tutte le cose che le vengono in mente, la persona dovrà sceglierne una, la più piccola, provando a metterla in pratica nel corso della sua giornata.

Oggi la malattia oncologica devasta sempre più frequentemente le nostre vite e per questo la psiconcologia occupa un ruolo determinante nel fornire sostegno al paziente e ai suoi familiari.

La Terapia Breve Strategica offre sicuramente un approccio nuovo, poiché ogni singolo intervento viene costruito sulla base dell’obiettivo da raggiungere, inoltre ogni mossa viene aggiustata su ciò che il paziente riporta,  ma anche rispetto ai cambiamenti determinati dall’evoluzione della malattia.