Tre tecniche di Coaching Strategico per affrontare i problemi quotidiani

«Se vuoi vedere, impara ad agire»

Heinz von Foerster

 

Una prospettiva strategico–costruttivista

Il Coaching Strategico, in continuità con l’approccio sistemico–costruttivista e con i modelli di intervento breve orientati alla soluzione, si fonda sull’assunto che i problemi psicologici non siano mantenuti tanto dalle loro cause originarie quanto dalle modalità con cui le persone tentano di risolverli.

In questa cornice teorica, il cambiamento non viene perseguito esclusivamente attraverso l’insight, ma mediante esperienze correttive concrete capaci di modificare la percezione della realtà e i pattern comportamentali disfunzionali.

Le tecniche qui presentate – Domanda del miracolo, Come se e Come peggiorare – rappresentano strumenti operativi centrali del Coaching Strategico.

 

La Domanda del miracolo: dalla rappresentazione del problema alla costruzione della soluzione

La Domanda del miracolo è una tecnica ampiamente utilizzata negli approcci orientati alla soluzione e nel modello strategico. Il suo obiettivo è facilitare il passaggio da una visione problem–centrica a una rappresentazione concreta e osservabile dello stato desiderato.

Nella sua formulazione riadattata, la consegna viene proposta come segue: “Immagini che questa notte, mentre dorme, un mago faccia scomparire completamente il suo problema. Non solo: quel problema non è mai esistito nella sua vita e lei non ne ha alcuna memoria. Al risveglio non sa che è accaduto qualcosa, ma percepisce che qualcosa è diverso. Da cosa se ne accorgerebbe, appena sveglio, che è avvenuto un miracolo?”

Questa domanda non mira a evocare una fantasia irrealistica, bensì a:

  • individuare indicatori comportamentali di cambiamento
  • chiarire quali emozioni e atteggiamenti risulterebbero differenti
  • rendere espliciti i criteri soggettivi di miglioramento

In tal modo, il cambiamento viene tradotto in segnali osservabili, condizione necessaria affinché l’obiettivo possa diventare operativo e verificabile nel tempo.

 

Il Come se: l’azione come generatrice di consapevolezza

Il Come se può essere considerato un’evoluzione operativa della Domanda del miracolo.

Se quest’ultima lavora prevalentemente sul piano cognitivo–rappresentazionale, il Come se introduce deliberatamente una dimensione esperienziale.

La consegna pratica è la seguente: “Ogni mattina si chieda: che cosa farei oggi di diverso, in modo concreto, se il mio problema fosse completamente risolto? Tra le risposte che emergono, scelga l’azione più piccola possibile e la metta in atto. Una sola azione al giorno, sempre diversa”.

Il razionale teorico alla base di questa tecnica si fonda su un principio cardine del modello strategico: non è la comprensione a produrre il cambiamento, ma il cambiamento a generare nuova comprensione.

Agire come se il problema non fosse più presente consente di interrompere la rigidità dei comportamenti abituali e di produrre nuove esperienze emotive correttive.

È prevista anche una variante esclusivamente teorica del Come se, in cui la persona si limita a porsi quotidianamente la domanda senza tradurla immediatamente in azione. Anche questa forma risulta utile, in quanto amplia il campo percettivo e introduce possibilità alternative precedentemente non considerate.

 

Il Come peggiorare: rendere visibili i meccanismi di mantenimento

Il Come peggiorare rappresenta una tecnica paradossale:

Il suo scopo non è quello di promuovere direttamente il miglioramento, bensì di rendere consapevoli le modalità attraverso cui il problema viene involontariamente alimentato.

La consegna viene formulata nei seguenti termini: “Se anziché voler migliorare la mia situazione volessi deliberatamente peggiorarla, cosa dovrei fare o non fare? Cosa dovrei pensare o non pensare per aggravare ulteriormente il mio problema?”

La persona è invitata a porsi quotidianamente questa domanda teorica senza ovviamente mettere in atto i comportamenti individuati.

Questa tecnica si fonda su una logica epistemologica antica e ampiamente utilizzata nei processi di problem solving creativo: per raddirizzare qualcosa, bisogna prima conoscere tutti i modi per storcerla ancora di più.

 

Conclusioni

La Domanda del miracolo, il Come se e il Come peggiorare costituiscono tre strumenti distinti ma profondamente integrati all’interno del Coaching Strategico.

Queste tecniche permettono di promuovere un cambiamento non lineare, spesso più rapido ed efficace rispetto agli approcci esclusivamente riflessivi.

 

Bibliografia

Milanese, R.. Mordazzi, P. (2007): Coaching strategico: Trasformare i limiti in risorse”, Milano, Ponte alle Grazie.

Nardone, G. (2009): Problem solving strategico da tasca: L’arte di trovare soluzioni a problemi irrisolvibili”. Milano, Ponte alle Grazie.

Nardone, G. Salvini, A. (2004): Il dialogo strategico. Comunicare persuadendo: tecniche evolute per il cambiamento”. Milano, Ponte alle Grazie

 

Articolo scritto da Priscilla Cuda, psicologa e coach, specializzanda presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo.